lunedì 14 marzo 2011

Jader Bignamini dirige la Verdi

Ieri pomeriggio al concerto della stagione, a causa di un lieve malore della Zhang, nella seconda parte è salito sul podio Jader Bignamini per dirige il brano in programma, addirittura la quinta sinfonia di Mahler. Jader Bignamini, in organico come clarinettista, si è dato in questi anni anche alla direzione d'orchestra ed ora è Direttore Assistente alla Verdi. Il compito non era certo facile perchè la quinta sinfonia di Mahler è terribilmente difficile per chi suona e per il direttore, ma Jader ha saputo tenere insieme l'orchestra dirigendola veramente e non limitandosi a battere il tempo, anche perchè con Mahler con ci si può certo limitare a battere il tempo. Bignamini ha un bel gesto, chiaro; non indulge in eccessi espressivi ma va direttamente al sodo del discorso e dirige non tanto per il pubblico ma per l'orchestra. In ogni caso ha dimostrato di avere nervi ben saldi per salire sul podio. E' stata una gran bella sorpresa ed una grande esecuzione, il cui merito, è chiaro, deve essere dato alla Zhang per il lavoro di concertazione, ma Jader è stato molto bravo; grandissimi applausi per lui da parte del pubblico e dell'orchestra.

Nella prima parte la Zhang aveva diretto Rendering di Berio/Schubert, dove Berio, partendo da alcuni schizzi di Schubert del 1828 per una sinfonia, costruisce un pezzo che, nelle parti abbozzate da Schubert, riproduce la musica di Schubert strumentata con l'orchestra della sinfonia "Incompiuta", mentre nelle parti mancanti, Berio, ben lungi dal tentare di scrivere qualcosa nello stile di Schubert, scrive dei passaggi annunciati dalla celesta che sono dei collegamenti grigi, frammentari, appena abbozzati, sospesi per aria, in attesa di una musica che deve arrivare. Ne viene fuori un'interessantissima partitura che ha il suo momento più suggestivo nel secondo movimento che nasce dal nulla e si concretizza poi in una melodia dolcissima e bellissima dell'oboe. Grandissima esecuzione della Zhang che non aveva nulla da invidiare a quelle discografiche fatte da Berio o da Chailly, con la stessa Verdi; anzi, forse, questa esecuzione per tanti dettagli era superiore ad entrambe.
Tornando a Jader Bignamini, sarà ancora sul podio domenica pomeriggio per il concerto che verrà dato alla presenza di Giorgio Napolitano.

venerdì 4 marzo 2011

Arabella Steinbacher


Arabella Steinbacher è arrivata in Auditorium eseguendo il concerto di Ciaikovskij, che, nel bene e nel male, di certo è uno dei due o tre concerti di riferimento per violino dell'ottocento. Avevo già ascoltato la Steinbacher tre o quattro anni fa nel concerto di Mendelssohn, con l'orchestra di Strasburgo e già allora mi aveva fatto una grandissima impressione, confermata poi dall'ascolto di una sua incisione discografica dei due concerti per violino si Shostakovich. Anche in Ciaikovskij la Steinbacher, di padre tedesco e madre giapponese, una che ha cominciato a studiare a tre anni ed è sponsorizzata dalla Mutter, si è dimostrata violinista di grandissima bravura e precisione di suono, tanto da strappare un applauso assolutamente convinto non solo da parte del pubblico ma anche da parte di tutta l'orchestra. L'esecuzione è stata tanto più convincente perchè la Zhang si è dimostrata ancora una volta grande interprete di Ciaikovskij, come già aveva fatto in altre occasioni.
Prima del concerto abbiamo avuto il Capriccio spagnolo di Rimski-Korsakov, pagina vagamente kitch con questo spagnolismo un po' alla russa tanto che in alcuni momenti sembra di ascoltare il Borodin delle Danze Polovesiane. Per finire lo Zarathustra di Richard Strauss in una bella esecuzione molto intensa, anche se è, per me, un po' difficile parlare di intensità con un autore come Strauss che mi dà quasi sempre l'impressione di fare sfoggio soprattutto solo di virtuosismo orchestrale, opposto di Mahler, in questo senso, dove il virtuosismo orchestrale viene esibito solo quando serve a fini espressivi ed è quindi sempre molto espressivo.
Grande prestazione dell'orchestra con la sola pecca della prima tromba nei suoi due squilli prima del valzer in Strauss. Non so quanti se ne siano accorti ma la nostra prima tromba ne è rimasto assolutamente sconsolato ed alla fine quasi non si voleva alzare per prendere gli applausi e se ne stava a testa bassa. A dire il vero, anche il primo violino non è stato del tutto impeccabile in un paio di sortite nel Capriccio spagnolo e nello Zarathustra. Può succedere e credo che questa sera, tutto esaurito, tutto andrà per il meglio.

venerdì 25 febbraio 2011

Conga!

In questi giorni, incastonata tra una IX sinfonia di Mahler della settimana scorsa ben diretta da Axelrod e un Ciaikovskij e un Also sprach Zarathustra della prossima diretti dalla Zhang, abbiamo un'evento un po' diverso dal solito, ovvero l'esecuzione di Wonderful town di Bernstein (prima esecuzione il 9 gennaio 1953 a New Haven Connecticut) con i cantanti della Yale Opera.
Melville, all'inizio del suo Moby Dick dice:

Ogni volta che vedo crescere un’aria arcigna attorno alla bocca, ogni volta che nella mia anima c’è un novembre umido e piovoso, ogni volta che mi trovo a fermarmi involontariamente davanti alle agenzie di pompe funebri e ad accodarmi ad ogni funerale che incontro, e specialmente ogni volta che le mie malinconie prendono il sopravvento su di me da richiedere un forte impegno morale per impedirmi di scendere intenzionalmente in strada e far saltare via metodicamente i cappelli alla gente, allora reputo che sia arrivato il momento giusto di andare per mare il più presto possibile.

Ecco, andare a questo spettacolo riconcilia con la vita. Divertimento assicurato, verve, energia, bravura e talento a iosa, bella musica di un Bernstein ispirato.
Cantanti meravigliosi, ma già questo lo si sapeva dagli anni passati quando d'estate veniva la Yale per esecuzioni memorabili come Trouble in Tahiti o Candide di Bernstein, Moskva Cheremushki di Shostakovich, Kiss me Kate di Cole Porter, ecc.
Bravissimi tutti, specialmente le due sorelle Sherwood, e soprattutto Ruth, interpretata da Jennifer Feinstein che ha modo di spiccare clamorosamente in brani come Conga! o Swing! dova dà una dimostrazione di una bravura quasi mostruosa nel tenere la scena.
Bravissimo il direttore Giuseppe Grazioli, lo stesso che ci delizia con bellissimi concerti dedicati a Nino Rota e bravissima l'orchestra tutta, ed in particolare il primo clarinetto Fausto Ghiazza che in un brano si lancia in un clamoroso assolo salutato da una giusta ovazione.
Bis con ripetizione di Conga! con tutti gli archi che nei momenti in cui non suonavano si alzavano a ballare mentre i cantanti si facevano un giro in platea.
Grandissimo concerto e grande successo.

mercoledì 23 febbraio 2011

Ha da passà 'o futuro!

Oggi, Su Repubblica, c'è un articolo di Barbara Spinelli che dice esattamente le cose che io stesso penso. Particolarmente comico il fatto che 315 onorevoli abbiano votato un testo, il 4 febbraio, in cui si sostiene che il nostro temporaneo premier liberò Ruby perché, ritenendola nipote di Mubarak, voleva "evitare un incidente diplomatico". Ma non hanno altro da fare in parlamento? E il bello è che poi ci dicono che fanno tutto ciò perchè sono responsabili e vogliono garantire la governabilità del paese in un momento anche economicamente così difficile! Ma come, in Italia non c'è la crisi economica e se anche c'è stata ne siamo usciti meglio di tanti altri paesi, ecc. ecc. E la chiesa, poi? Sempre un colpo alla botte e uno al cerchio. Del resto, anche loro, con tutti i benefici fiscali che hanno e i finanziamenti alle scuole religiose, devono solo stare zitti. Parlo delle gerarchie, naturalmente, dei Bagnasco e dei Bertone, non di molti preti che sono in prima linea nelle parrocchie.

mercoledì 16 febbraio 2011

Ferrara e il puritanesimo


Giuliano Ferrara, qui in un ritratto giovanile (naturalmente non è lui, ma Mussorgsky, ma la somiglianza è abbastanza impressionante), ha parlato di puritanesimo, di Kant, ecc. ecc. nella sua manifestazione al dal Verme a difesa del nostro implume premier, della nostra libertà, ecc. ecc.
Qui c'è una risposta, mi pare chiara, molto ragionevole e non di parte.
Ma tanto, anche se si dicono falsità, chissenefrega, basta che il popolo sovrano creda a quello che gli dici. Che dimostrazione di potere far credere alla gente le cose!

domenica 13 febbraio 2011

Nuova via a Milano

La settimana scorsa passavo a piedi in porta Romana e all'altezza all'incirca del numero 129, dove c'è un rientro che, volendo, potrebbe essere scambiato per una piccola via, c'era una targa bianca sul muro e sopra c'era scritto:

Via de Corato
da Milano.

Mi sono chiesto chi fosse questo de Corato da Milano.
Potrebbe essere un oscuro pittore vissuto tra '400 e '500, tipo Antonio Leonelli da Crevalcore, che aveva come sigla personale il rametto di miglio, ed al quale lo Sgarbi ha dedicato studi bellissimi?
Oppure potrebbe essere uno scrittore, tipo Guido da Verona?
Però, per qualche ignoto motivo, è stato ugualmente ritenuto degno di un simile riconoscimento, e quindi spero che questo ignoto de Corato da Milano trovi il suo Sgarbi che ne canti le gesta da qui all'eternità affinchè anche le generazioni future lo possano conoscere

Trisdee Na Patalung


Dopo un concerto così così diretto da Bacalov che non è un gran direttore e ha diretto un Salon Mexico di Copland dove c'era da temere quasi in ogni istante un collasso, tanto che il confronto con lo stesso Copland o Bernstein è parecchio impietoso, è arrivato questo giovane tailandese, classe 1986, Trisdee Na Patalung, che ha diretto un concerto tutto mozartiano.
Ci si poteva aspettare un concerto con un Mozart precisino. Invece questo Tresdee, soprattutto nel brano finale, la sinfonia in sol minore KV 550, ha tirato fuori un Mozart di grandissima personalità. Lo sviluppo nel primo movimento aveva quasi uno sbalzo beethoveniano e il finale, con i due ritornelli!, si è portato via tutto come un turbine tempestoso.
In precedenza aveva eseguito molto bene la famosa Eine kleine Nachtmusik, il concerto per flauto e arpa, con gli ottimi Cesare Bindi al flauto e la nostra grande prima arpa Elena Piva da Rovigo (quasi una compaesana), e il concerto per clarinetto con il nostro enormemente bravo primo clarinetto, Fausto Ghiazza che ha fatto un secondo movimento, soprattutto nella terza parte, la ripresa del tema, da brividi, con un pianissimo incredibile.
Insomma, un gran bel concerto ottimamente diretto da questo giovane direttore d'orchestra che ha carisma, personalità da vendere, un bel gesto ed inoltre, mi pare, idee.

giovedì 10 febbraio 2011

Umberto Eco e la cultura

Cito questo articolo di Umberto Eco e l'anoressia culturale. Del resto, temo che sia una voce nel deserto; il nostro governo ha ben altro a cui pensare!

domenica 30 gennaio 2011

Traffico chiuso

Oggi a Milano non circolano le auto, a parte le solite esenzioni. Ho sentito la Moratti dire che la situazione è molto migliorata grazie agli interventi strutturali fatti.
Quali? L'ecopass?
Per il 2015 avremo forse altre due linee della metropolitana, dopo più di 20 dall'inaugurazione della terza linea che è entrata in funzione più di 20 anni dopo la linea due.
Troppo poco e troppo lenti. Oggi Milano dovrebbe avere almeno otto linee metropolitane con uscita anche verso l'hinterland dove negli anni sono sorti quartieri enormi che non hanno alcun collegamento pubblico serio ed efficiente con Milano, vedi Opera.
Per quanto riguarda le piste ciclabili vediamo tutti a che punto sono. Del resto non è facile perchè i marciapiedi sono stretti e le strade pure, con automobili parcheggiate ovunque anche in seconda e tripla fila, e anche dove si sono fatte nuove strade, come la bretella che dall'oncologico di via Ripamonti porta a via Antonini, non si è previsto di fare una ciclabile, quando lo si sarebbe potuto facilmente fare.
Oggi a Milano uno che gira in bicicletta o motorino lo fa a suo rischio e pericolo.

Concerto di Helmuth Rilling


Nell'ultimo concerto alla Verdi è tornato Helmuth Rilling con Schubert e Mendelssohn.
Di Schubert è stata eseguita la trascrizione fatta da Mahler del quartetto "Der Tod und das Mädchen" (La morte e la fanciulla) di Schubert (D810) del 1824. Il quartetto deriva il titolo da un lied scritto nel febbraio 1817 dall'identico titolo. Un lied di una pagina dove si svolge un dialogo tra una fanciulla e la morte, che in tedesco è maschile. La fanciulla invoca la morte di andarsene perchè è ancora giovane e la morte le risponde

Dammi la mano, bella e incantevole creatura
sono amico e non vengo per punirti.
Coraggio, non sono cattivo,
dormirai dolcemente tra le mie braccia.


Il lied ha un'introzione al pianoforte che rappresenta l'entrata in scena della morte. A questa segue la reazione della ragazza, cui segue la replica della morte, sulla stessa musica dell'introduzione che porta alla conclusione il brano in un clima di immobilità.
Proprio questa musica viene utilizzata da Schubert come tema per il secondo movimento del quartetto, tema che viene sviluppato in una serie di variazioni il cui tono varia tra l'elegiaco e il drammatico fino alla rassegnazione della chiusa.
Attorno a questo brano, Schubert costruisce gli altri movimenti del quartetto componendo un primo movimento drammatico e contrastato che si chiude in modo angosciato. Lo scherzo ha una prima parte molto ritmata ed un trio idilliaco, che nella trascrizione mahleriana diventava quasi un dialogo tra uccellini in un bosco. Il finale è una tarantella infernale, una vera danza della morte che tutto travolge.
La trascrizione di Mahler prevede la divisione dei violini e l'uso dei sordini per creare effetti particolari nel secondo movimento. I contrabbassi sono usati a scopo coloristico per rafforzare alcuni effetti. Impressionante la parte finale del primo movimento, con un colore livido carico d'angoscia.
Di Mendelssohn è stata eseguita, in apertura, l'overture di Athalie, da Racine, e in chiusura la sinfonia Italiana. Questa strana sinfonia che inizia in la maggiore e termina in la minore, che nel catalogo è la numero 4, in realtà è la terza e non fu mai pubblicata vivo Mendelssohn che, dopo la prima esecuzione londinese del 13 maggio 1833, la revisionò nel 1834 e non la considerò mai del tutto terminata. Normalmente si esegue la versione standard che corrisponde a quella della prima esecuzione del 1833, pubblicata da Breitkopf nell'ambito delle opere complete. Nel 2004 Hogwood eseguì con la Verdi la versione corrispondente alla versione revisionata da Mendelssohn e rimasta inedita fino al 1980. Ne esiste una bella esecuzione discografica fatta da Oleg Caetani che sono corso ad acquistare dopo aver sentito il concerto perchè la versione revisionata mi era piaciuta veramente molto. Tra le varie edizioni standard, invece, su tutte metto Toscanini che esegue il terzo movimento "Con moto moderato" come meglio non si potrebbe rispettando rigorosamente le differenziazioni tra legato e non legato fraseggiando da grande maestro di musica.
Rilling ha eseguito la versione standard dirigendo con grande precisione e bella eleganza, ma anche con vigore.
Ottima prova dell'orchestra chiamata ad una prova impegnativa sia in Schubert sia in Mendelssohn.

sabato 22 gennaio 2011

Requiem di Verdi


Nell'ultimo concerto in Auditorium la Zhang ha diretto il Requiem di Verdi. Lo aveva già fatto l'anno scorso; probabilmente quest'anno l'esecuzione è stata migliore.
Manca ancora, qua e là, una certa profondità che si traduce in quel suono cupo, scuro che Abbado, non sempre, riusciva a tirare fuori dall'orchestra della Scala negli anni '70, quando eseguiva il Requiem in tutte le stagioni sinfoniche.
Ascoltando l'esecuzione avrei avuto da ridire un po' su tutto, anche se nel complesso la Zhang ha diretto con coerenza. Il momento migliore è stata probabilmente la sequenza dal Rex tremendae al Lacrymosa. Mancato completamente, invece, il Tuba mirum dall'inizio al fortissimo, con un crescendo privo di intensità (sentire Toscanini nel 1951!).
Bello il Libera me Domine finale con la brava soprano Serena Daolio, che ha retto molto bene l'impatto con quel brano così difficile.
La dimensione finale del Requiem di Verdi è l'approdo al silenzio, un silenzio pieno di timore e di speranza. Ricordo come Abbado realizzava da maestro quella situazione nella quale ti senti talmente piccolo da non riuscire a dire altro se non stare in silenzio. L'applauso, poi, arrivava per forza perchè bisogna pur ringraziare chi ha suonato e cantato. Il silenzio della Zhang c'era ma non era abbastanza profondo. Potrà migliorare molto con gli anni.
Comunque bravi i cantanti, a parte il basso Alexei Tanovitski un po' troppo stentoreo, ottimo il coro e l'orchestra con qualche piccola imprecisione (il primo corno alla fine!).
Sala quasi esaurita e grande successo per tutti.

venerdì 21 gennaio 2011

Vecchi giochi

Leggo che le ragazze che pare, sembra, forse, da quanto si sente dire, ma che non credo assolutamente possibile, frequentavano il nostro premier adottavano anche dei travestimenti. Ce n'erano travestite da poliziotte, e da infermiere con autoreggenti e naturalmente nude sotto.
Del resto se uno sta male e ha la bua un'infermiera ci vuole, non parliamone poi per giocare a dottore e non si faccia i moralisti perchè non si finisce mai di essere bambini e di giocare.
Osservo con costernazione però che manca la suora, giusto per curare non solo il corpo ma anche lo spirito. A quel livello il travestimento da suora ci vuole assolutamente, non può mancare! Vuoi mettere una bella suorina brasiliana strappata da una favela!
E manca anche un bel travestimento da casalinga con marito da 1.200 euro mensili e un paio di figli da tirare su. Arrapantissima!
Comunque, a parte gli scherzi, la domanda è: questo signore è nelle condizioni di governare? Il suo stato di salute mentale e non, ci garantisce che possa governare in piena efficienza come il nostro paese meriterebbe e soprattutto meriterebbero coloro che lo hanno votato? Siamo sicuri che non possa essere ricattato? Possiamo sopportare un periodo più o meno lungo in cui ci dobbiamo occupare ancora e solo di questioni che lo riguardano e che questa volta sono accompagnate anche da un grado eccessivo di squallore.
Se l'effetto di Manipulite è stato questo, forse era meglio tenersi i vecchi democristiani e socialisti craxiani, per quanto sputtanati fossero.

Cabaret

martedì 11 gennaio 2011

Musica per pianoforte degli Stati Uniti


Sto leggendo un bel libro scritto dal pianista Emanuele Arciuli che ha come argomento la musica per pianoforte negli Stati Uniti, dalle origini del '700 con autori come Alexander Reinagle o Benjamin Carr fino a George Crumb o Frederic Rzewski passando attraverso le due figure fondamentali di Charles Ives e John Cage.
E' un libro molto bello che contiene anche interviste a importanti pianisti.
Di certo Arciuli è una delle poche persone che poteva scrivere questo libro, vista la sua militanza in questo repertorio, di cui ho anch'io potuto godere in alcuni suoi concerti e per mezzo di alcuni CD da lui incisi.
Si tratta dunque di un bel libro che apre nuovi orizzonti di conoscenza in uno sterminato repertorio come quello della musica degli Stati Uniti, caratterizzato da una rete inestricabile di influenze, dal jazz al blues, dalla musica dei cowboys al musical.

Il pensiero (?) della Lega

Ho sentito che Radio Padania ha una concessione per trasmettere ovunque e quindi, ad esempio, può essere ascoltata anche nel Salento, profondo sud.
Mi fa piacere così anche nel Salento potranno abbeverarsi direttamente e senza intermediazioni alla fonte del pensiero leghista.
Infatti,fino ad ora, quelle popolazioni potevano accedere a quel pensiero solo tramite dichiarazioni di alcuni esponenti politici della Lega tra i più moderati (Borghezio) che talvolta, superando le maglie della censura comunista statale, potevano arrivare alle loro menti.
Si potranno rendere conto così di quanto siano, non dico amati, ma considerati.
Buon ascolto.